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Lo sport è un bene educativo di cui nessun ragazzo dovrebbe fare a meno. Milioni di ragazzi sono cresciuti e sono diventati adulti e bravi
cittadini giocando e praticando. Sappiamo che sono possibili tanti modi di concepire, organizzare e vivere la pratica sportiva.

 

A NOI INTERESSA uno sport per l'uomo aperto all'Assoluto, uno sport che sappia
educare ai fondamenti etici della vita e consideri la persona nella sua dimensione
unitaria: corpo, anima, spirito.
CI RICONOSCIAMO nelle parole del Beato Giovanni Paolo Il: «Grande importanza assume
oggi la pratica sportiva, perché può favorire l'affermarsi nei giovani di valori importanti
quali la lealtà, la perseveranza, l'amicizia, la condivisione, la solidarietà». (dall'Omelia per
il giubileo dello sportivo del 2000)
NOI RITENIAMO CHE lo sport non debba essere asservito alle logiche del mercato e della
nanza, basato sull'arroganza dei "cattivi maestri", sulla selezione dei più forti a scapito
di uno sport per tutti, sull'illegalità, sull'uso di sostanze dopanti e che propone modelli e
stili di vita centrati sull'egoismo, l'individualismo e il consumismo.
SIAMO CONVINTI CHE è possibile affrontare attraverso lo sport la "sda educativa"
agendo con intenzionalità per il raggiungimento di valori, capacità personali, bagagli
esperienziali, tradizioni culturali, sensibilità spirituali che sono la storia ed il presente
delle nostre associazioni.
NOI CREDIAMO CHE «l'attività sportiva rientra tra i mezzi che concorrono allo sviluppo
armonico della persona ed al suo perfezionamento morale» (Benedetto XVI ai maestri di
sci, 2010).
Pertanto riteniamo necessario promuovere una rigenerazione della cultura sportiva che:
- le restituisca la sua funzione educativa, Iudica, ricreativa e la sua dignità culturale e
civile;
- risvegli negli operatori sportivi l'intenzionalità educativa attraverso un modello
pedagogico attento ai "segni dei tempi" e sappia mettere la persona al di sopra
dell'organizzazione, al di sopra dello spettacolo e al di sopra dei trofei;
- investa nella formazione permanente degli educatori (allenatori, animatori, istruttori,
dirigenti sportivi, arbitri, giudici di gara, operatori): solo una rigorosa formazione degli
educatori, in tutti i loro ruoli, è condizione preliminare per conferire qualità umana,
tecnica ed educativa all'esperienza sportiva;
- solleciti le nostre associazioni (società sportiva, gruppo sportivo, circolo sportivo
parrocchiale, circolo sportivo scolastico, palestra) ad essere sempre più un'esperienza
formativa permanente: la dimensione associativa dello sport costituisce infatti
un'importante risorsa di relazione e interazione sociale, una preziosa esperienza di
educazione alla democrazia, alla partecipazione, alla corresponsabilità e all'esercizio di
cittadinanza attiva e responsabile;
- renda la comunità educante (famiglia, parrocchia, oratorio, scuola) protagonista nel
trasformare gli spazi sportivi (campo sportivo, stadio, palestra, spogliatoio, strada piazza)
in luoghi educativi sempre più accoglienti, propositivi e alternativi allo sfogo della
violenza distruttiva. Ma, soprattutto, siano luoghi simbolici, fortemente attrattivi, luoghi
di azione pedagogica, spazi di inclusione e di integrazione, in cui è possibile relazionarsi
con gli altri e con il proprio territorio.
SIAMO CONVINTI CHE l'intenzionalità educativa necessiti di un modello operativo
capace di rendere chiara, denita e riconoscibile la relazione tra i diversi soggetti avendo
come obiettivo la crescita integrale della persona. Sono cinque le azioni fondamentali
per educare con lo sport:
- Costruire alleanze educative con tutti coloro che afferiscono ai medesimi ragazzi e
giovani: innanzi tutto la famiglia, ma anche la parrocchia/oratorio e la scuola.
- Progettare percorsi educativi nello sport, perché il fatto educativo ha bisogno di
consapevolezza e condivisione tra i diversi soggetti educativi: denire i "perché" delle
scelte, gli obiettivi che si intendono raggiungere nel corso dell'anno, i criteri che
permettono di distinguere un’impostazione corretta da una non corretta, gli
atteggiamenti che ne favoriscono il raggiungimento quali:
- Accogliere: accettare l'altro, riconoscerlo per quello che è, rispettarlo, dargli
attenzione, ascoltarlo, valorizzarlo, usargli discrezione, renderlo protagonista della
propria crescita e del proprio futuro.
- Orientare: è una questione di cuore e per educare con lo sport vogliamo superare la
logica del risultato e aiutare a progettare la vita con ducia e responsabilità.
- Accompagnare: è compito degli adulti mettersi accanto alle giovani generazioni,
camminare insieme, essere presenti in maniera discreta e autorevole, nel silenzio e
nell'ascolto, per offrire ducia esercitando la difcile arte della testimonianza.
- Dare speranza: quando gli altri si rassegnano i cristiani non fuggono dalla
responsabilità e indicano quella "carità educativa" che si chiama "speranza". Educare
aIla speranza nello sport signicherà proclamare con i segni, le opere, i fatti la verità
sull'uomo e sulla vita.
- Organizzare incontri di studio e confronto per favorire la conoscenza e la diffusione dei
valori dello sport e della loro valenza educativa.
- Allenare a vivere la vita, valorizzando le potenzialità educative insite nella pratica
sportiva in tutte le sue fasi, in campo e fuori campo.
- Valutare, singolarmente e in gruppo, quanto è stato fatto, in modo da avere elementi
concreti per una positiva ripresa del cammino educativo.


CONFERMATI DALLE PAROLE DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI:
"Lo sport possiede un notevole potenziale educativo soprattutto in ambito giovanile e, per
questo, occupa grande rilievo non solo nell'impiego del tempo libero, ma anche nella
formazione della persona. Praticato con passione e vigile senso etico, specialmente per la
gioventù, diventa palestra di un sano agonismo e di perfezionamento sico, scuola di
formazione ai valori umani e spirituali, mezzo privilegiato di crescita personale e di
contatto con la società" c'impegniamo ad "educare alla vita buona del Vangelo" con
lo sport e nello sport.